Viaggiare e farsi del bene si può

Il viaggio è una metafora della vita.

Quante opere sono state dedicate a questa attività?

Libri, musica, arte, e molto altro che ricordano che viaggiare significhi farsi del bene.

Ma un conto è l’ispirazione, un conto è trovare prove acclarate che testimonino come viaggiare faccia davvero bene.

Ad esempio sapevo che viaggiare fa bene al cuore? Se lo si fa nella natura selvaggia è ancora meglio.

Tramonti, nebbie, vegetazione a perdita d’occhio ci ricordano la relatività della vita.

Inoltre è sempre presente nella nostra memoria l’emozione del primo viaggio fatto da soli, prendendo in ano la nostra vita e scegliendo la nostra o le nostre mete per poi ritrovarci nella meraviglia del viaggio stesso, con le sue sorprese, gli odori, i colori, le forme e la natura che facesse da cornice ai luoghi scelti.

Gli studi sul benessere associato al viaggiare

Fin quando si parla di sensazioni certamente il dato è semplice da desumere, ma le sensazioni non bastano!

Ecco perché nel corso del tempo diversi studi hanno dimostrato che viaggiare fa bene, sarebbe il caso di dire che fa benissimo, perfino alla salute mentale, le persone più furbe a questo punto si saranno fermate e avranno pensato:

“Posso ricordarmi di dire che viaggiare fa bene alla salute fisica e mentale quando voglio comprare il prossimo biglietto per staccare dallo stress quotidiano!”

E in effetti questa potrebbe diventare una (valida?) scusa.

Uno studio condotto dall’American Psychological Association è riuscito a dimostrare che viaggiare aiuta a gestire in maniera più proficua le situazioni di stress che generalmente si affrontano nella quotidianità, ciò avviene perché viaggiando ci si allontana dal luogo dove lo stress si è sviluppato.

Come sapete io amo viaggiare, vedere luoghi e conoscere culture, e so perfettamente che incontrando altre realtà cambiano anche le prospettive con le quali si osserva una situazione quando si è fermi in uno stesso luogo.

Vi è poi un ulteriore ricerca, quella condotta da Momomondo secondo cui viaggiare in solitudine oppure in compagnia di persone amiche fornisce un aiuto nello sviluppo dell’empatia che come noto, è la capacità di mettersi nei panni dell’altra persona.

Un altro studio condotto dal The Atlantic evidenzia invece che viaggiare tende e fornire stimoli importanti alla creatività, aiutando a tenere costantemente attiva la mente.

Viaggiare aiuta anche a superare gli stati emotivi “calanti”, esempi ne sono la depressione o l’ansia, affrontare questi stati viaggiando è un buon modo per superare l’impasse che presentano.

Poi basta pensarci un attimo, cosa acceda quando incontriamo persone nuove? Che hanno culture differenti dalla nostra? Con annessi cibi, scenari naturali e altri elementi? Semplicemente tutto questo va a stimolare l’attività neuronale.

All’opposto, restare fermi in un posto per troppo tempo, incappando nella routine quotidiana può risultare negativo per la mente.

E poi ci sono gli imprevisti, tipici di molti viaggi….

Gli imprevisti aiutano a fronteggiare le situazioni, solo quando sei di fronte al problema devi ricorrere a delle soluzioni per farvi fronte, e questo stimola la mente, lo fa anche trovare soluzioni alternative evitando di farsi prendere dal panico.

 

 

 

 

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