Guida Turistica – Venezia

Venezia è costituita da arcipelago di circa un centinaio di isolette, di varia forma e grandezza separate tra di loro da numerosi canali, detti anche rii. La laguna di Venezia ha quasi 6000 anni. Dell’intera superficie lagunare solo il 5% è costituito da terre costantemente emerse, le isole, mentre il 20% è rappresentato da barene, zone di terreno a pelo d’acqua ricoperte da vegetazione particolarmente resistente al sale. La città di Venezia vera e propria (chiamata centro storico per distinguerla da Mestre, con la quale forma un unico comune) è formata da 115 isole più piccole, collegate fra loro da oltre 400 ponti e attraversate da 177 canali.
Tutta la Laguna è percorsa da canali più o meno profondi segnati, almeno quelli navigabili, da bricole e paline, dei pali conficcati nel terreno che servono per non arenarsi con la propria barca. La Laguna è separata dal mare dai Lidi, lunghi corridoi sabbiosi talvolta arginati dall’uomo con opere di varia natura.
La maggiore via d’acqua di Venezia è il Canal Grande, lungo oltre 3800 metri, con la sua tipica forma a “esse” rovesciata divide la città partendo da Piazzale Roma fino ad arrivare in Bacino San Marco. Degli studi hanno rivelato che anticamente potrebbe essere stato un alveo del fiume Brenta, in seguito deviato.
I ponti sono 417, dei quali 72 privati e un tempo erano di legno ed ad un piano, cosicché era possibile passarci a cavallo, e solo a partire dal 1486 si cominciò a costruirli in muratura. Quasi tutti sono costruiti con un possente parapetto ai fianchi, 2 soltanto sono rimasti privi di questo elemento, uno si trova a Cannaregio, sulla fondamenta di San Felice, e l’altro più famoso, si trova a Torcello, è il Ponte del Diavolo. Di tutti i ponti fino ad oggi solo 3 collegano le due sponde del Canal Grande, principale via d’acqua e arteria navigabile della città: il Ponte di Rialto, il Ponte dell’Accademia e il Ponte degli Scalzi. La città è collegata è alla terraferma da un ponte, il Ponte della Libertà, costruito (solo) all’inizio del Novecento.
Le strade di Venezia sono percorribili esclusivamente dai pedoni: automobili, autobus e mezzi su due ruote infatti non arrivano nel centro storico della città – anche se a volte alcuni ciclisti ci provano! – e ci si sposta solo a piedi o in barca! Questi mezzi di locomozione offrono al visitatore un punto di vista unico per apprezzare la bellezza magica e la peculiarità di una città unica al mondo che da oltre 1500 anni vive in simbiosi con l’acqua… La marea, che è quasi sufficiente a provvedere ad una indispensabile pulizia dei canali (altrimenti l’acqua ristagnerebbe), spesso, in autunno e in primavera, è responsabile del cosiddetto fenomeno Acqua Alta: Piazza San Marco e alcune zone della città vengono inondate dall’acqua ed è necessario montare delle passerelle montate su cavalietti per garantire il passaggio ai pedoni. Le strade sono indubbiamente un elemento caratteristico della città: alcune sono strette, strette e si chiamano Calli o Callette vengono chiamate fondamenta le strade che fiancheggiano i rii, perché sono adiacenti alle fondamenta delle case; Salizzada viene dalla parola selciato e richiama le prime strade pavimentate; la parola Ruga (dal francese) indica quelle che sono fiancheggiate da palazzi e botteghe; un Rio Terrà è un canale interrato; le Piscine erano antichi specchi d’acqua. Piazza e solo quella di San Marco, mentre tutti gli altri spazi aperti si chiamano Campi o Campielli perché anticamente erano adibiti a orti. I campi di fronte alle chiese venivano spesso usati come camposanti.
La città si divide in SESTIERI, invece di quartieri, chiamati così perché sono per l’appunto 6: S.Marco, Castello, Cannaregio, S.Croce, S.Polo e Dorsoduro. In onore dei vari sestieri, ancora oggi, tante sono le listelle sui pettini di ogni gondola.

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